venerdì 7 luglio 2023

Primo Capitolo del diario di Albusniger


Caro diario,

In questa giornata colma di esperienze, mi sono avvicinato alla Sofferenza tanto cara al cuore del maestro Valnus. Egli sosteneva che la mia danza mancasse della sofferenza intrinseca al mio popolo. Inizialmente, quelle parole mi sfuggivano come foglie al vento, così ho deciso di discuterne con la Signora. Tuttavia, ella ha prontamente accantonato l'argomento, lasciando che svanisse nell'oblio. Purtroppo, da quel giorno, Valnus si è trasferito con la sua famiglia, privandomi della sua saggezza. Al suo posto, ora c'è Galvantis Piede-leggero, un artista tecnicamente eccellente, ma privo della stessa profondità spirituale.


In questa mattina luminosa, mi sono diretto verso la cattedrale di Nostra Signora Splendente, consapevole che sarebbe stata una visita mortalmente noiosa, ma seguendo gli ordini del Culto. Si dice che il Culto preferisca individui dal basso profilo, quindi mi sono avvolto in un mantello di piume rosa, un lembo di stoffa così modesto da rendermi anonimo agli occhi del mondo. Il Culto si rivela un'esistenza noiosa e scontata, come avevo immaginato. Il mio amico Atticus afferma che è l'unico modo per comprendere il dolore che avvolge i Drow, ma io ne dubito.


Alla cattedrale, Atticus era assente, ma mi sono imbattuto in Sator, quel giovane di aspetto incantevole, che ogni volta che incrocio il suo sguardo, abbassa gli occhi. Per ottenere gli ordini dal Culto, abbiamo partecipato a uno di quei giochi di società estremamente noiosi, tanto amati dalla Signora. I nostri compiti consistevano nell'indagare su misteriosi volantini che circolavano per Spire, diffondendo enigmatiche promesse.


A quel punto, ci siamo divisi, ciascuno intraprendendo l'indagine nei territori che conoscevamo meglio. Ad essere sinceri, non nutro alcuna curiosità sulle destinazioni scelte dagli altri, preferendo concentrarmi sul mio compito e sulla mia ricerca interiore. La tensione nell'aria era palpabile, come una sinfonia di incertezze e segreti che danzava nell'ombra. Spire, con i suoi vicoli tortuosi e le sue vie intricate, custodiva segreti insondabili, pronti a rivelarsi solo a coloro che avessero avuto il coraggio di affrontarli.

Ora, caro diario, ti racconto cosa è successo nella Sfera Stroboscopica da M.S. È stata un'esperienza straordinaria e allo stesso tempo inquietante. Mentre mi trovavo là, immerso nell'atmosfera incandescente e vibrante di luci sfavillanti, è avvenuta la prima stranezza: invece di trovare il volantino dell'evento, il volantino ha trovato me.


Era un volantino di una bellezza senza pari, con macchie di bianco e argento, e scritte viola. Ma la cosa davvero insolita era il suo contenuto: promuoveva una mia esibizione in piazza quella stessa sera, eppure io non ne sapevo nulla. Il mio cuore si riempì di confusione e chiamai immediatamente Jaidro, il mio agente, per cercare di capire cosa stesse succedendo. È vero, a volte posso dimenticare gli impegni, ma è molto più raro che Jaidro li dimentichi, soprattutto se li ha segnati con cura nella sua agenda.


Mi ritrovai con gli altri confratelli in quel luogo che Sator chiama casa, un angolo oscuro all'interno di una galleria, sporco e pieno di spazzatura. La mia anima si contorse di disgusto, ma riuscii a nascondere la mia repulsione, per non ferire il delicato cuore di Sator, credo che nessuno si sia accorto di niente.

Anche gli altri avevano un volantino, ma l'aspetto ancora più strano era che ognuno di noi possedeva un volantino diverso, con forme e colori unici, che promuoveva un evento diverso riguardante tutti noi, nello stesso luogo e alla stessa ora.


Ecco che l'assurdo si manifestò in tutta la sua follia. Come era possibile che altri eventi venissero organizzati contemporaneamente al mio? Come si poteva solo immaginare che qualcuno potesse essere interessato a fare qualcos'altro mentre Gratiadanza si esibiva? Era inconcepibile. Inoltre, ognuno di noi aveva trovato l'evento che più rispecchiava il proprio campo d'interesse, e questo non poteva essere una coincidenza.


Ti confesso, caro diario, che Sator mi ha sorpreso ancora una volta. Aveva trovato il suo volantino in mezzo alla spazzatura. Nonostante vivesse in uno stato di miseria quasi totale, ha offerto una sorta di elemosina a un'altra anima sfortunata, addirittura pagandola per cercare nel pattume. È un gesto di nobiltà d'animo che mi ha colpito profondamente.


Senza indugio, mi sono recato dalla Signora per chiederle se fosse a conoscenza dell'evento e per far sì che gli altri venissero immediatamente annullati. La Signora era al corrente dell'evento, ma anche lei ne aveva appreso solo poche ore prima. Grazie alla sua influenza, gli altri eventi sono stati annullati, lasciando spazio solo alla mia esibizione.

La serata che avrebbe dovuto essere indimenticabile ha preso una piega del tutto inaspettata, immergendomi in un'atmosfera surreale e caotica. Mentre salivo sul palco, l'annunciatore presentò l’esibizione in questo modo: avrei dovuto muovermi attraverso i raggi di sole che filtrano dalle finestre mobili del Quartiere D'avorio. Un'idea meravigliosa, ma anche pericolosa e difficile da realizzare. Mi chiedo ancora come Jaidro non fosse al corrente di tutto ciò, come nessuno abbia pensato di fare delle prove.


Appena la musica iniziò, tutto prese una piega surreale. Le finestre si muovevano in modo casuale e imprevedibile, rendendo estremamente difficile mantenermi al loro ritmo. La musica stessa era strana, senza una struttura definita. Mi trovai in una situazione sconcertante, con persone che mi voltavano le spalle, alcune intentamente chiacchierando accanto a un carretto carico di libri, altre assortite in un sorta di comizio. La situazione era troppo destabilizzante.


Il mio passo iniziò a vacillare, e la folla, turbata dalla mia difficoltà, iniziò ad agitarsi. Alcuni gridavano, e il disagio si faceva palpabile. Improvvisamente, si udì uno sparo, e il proiettile colpì l'uomo che si trovava accanto al carretto, interrompendo bruscamente il suo disturbo alla mia esibizione. Il panico si diffuse tra la folla, e tutti iniziarono a scappare, mentre gli spari continuavano a echeggiare. Era evidente che c'erano spettatori frustrati che, vedendomi in difficoltà, avevano reagito in maniera violenta.


Mi dispiace, Spire, alla fine sono solo un uomo, un fragile danzatore che cerca di esprimere la sua anima attraverso la danza. Mi trovo ad affrontare sfide che vanno oltre le mie capacità, che mettono in luce la mia umanità e la mia vulnerabilità. In questo momento di caos e paura, mi ritrovo a chiedermi cosa significhi veramente essere un artista, a riflettere sulle responsabilità e sulle aspettative che gravano su di me.


Mentre mi rifugio in un angolo, al riparo dal trambusto, sento il peso delle lacrime che solcano il mio volto. Il mio cuore si stringe per la violenza che ha insanguinato la mia esibizione, per la delusione di non aver soddisfatto le aspettative degli spettatori. Ma, in mezzo a tutto questo, so che devo trovare la forza per rialzarmi, per abbracciare la mia umanità e continuare a danzare con passione e autenticità.


Spire, perdonami se oggi ho ceduto alle mie fragilità e ho lasciato che il caos sconvolgente di questa città mi schiacciasse.

Un proiettile mi sfiora di un soffio, e non so se sia l'adrenalina o il Barlume che avevo assunto poco prima, ma decido di partire all'inseguimento del cecchino responsabile. Riesco a raggiungerlo e, mentre lo tengo fermamente e lo interrogo lui cerca ugualmente di proteggermi inventando una storia assurda. Afferma che Allas avrebbe ingaggiato dei sicari per vendicarsi di chi gli aveva rubato i libri. Nonostante la sua storia sembri improbabile e piena di contraddizioni, decido di lasciarlo andare, commosso dalla sua devozione.

Una cosa continua comunque a suonarmi storta, anche le informazioni di quest’uomo risalgono al massimo a oggi pomeriggio.


Al mio ritorno nella piazza, tuttavia, mi trovo di fronte a una scena di tragedia. Sator giace a terra accanto al carretto, sanguinante e privo di vita. Mi avvicino a lui, preso dallo sconcerto, senza sapere bene cosa fare. Lo prendo tra le mie braccia, indeciso se concedergli un ultimo bacio o cercare aiuto.


Mentre mi avvicino al suo volto, sento il suo cuore battere contro il mio petto, come se la sua forza dell'amore stesse lottando contro la morte stessa. Incredibilmente, il suo cuore riprende a battere. La sua devozione nei miei confronti è così intensa che riesce a sconfiggere la morte. Decido di non dirgli nulla di quanto è appena accaduto, per preservare la purezza del suo amore. Non voglio che il suo sentimento si trasformi in idolatria, come spesso accade tra i peones del Quartiere D'argento. Desidero che Sator rimanga semplicemente se stesso.


Oggi sento di essermi avvicinato a quella spiritualità che maestro Valnus voleva che io comprendessi. Sono certo che domani sarà un giorno migliore. Spero di poter presto incontrare di nuovo il maestro, perché ho molte cose da raccontargli.


Nel frattempo, non posso fare a meno di notare che il Caos è molto vicino a noi in questo momento. È evidente che qualcuno ha alterato la realtà attraverso un rituale, e i volantini potrebbero essere uno strumento o una manifestazione di tutto ciò. Ma perché coinvolgono noi in prima persona? Cosa sa realmente il Culto di tutto questo? Ci hanno inviato ad indagare o ci hanno usati come cavie? Mi preoccupo per il destino dei miei compagni e di Sator. Cercherò di vegliare su di loro nel miglior modo possibile, nel caso in cui si trovino in pericolo.


La mia penna si ferma qui per oggi, caro diario. Spero di poter scrivere presto le pagine successive, con nuovi sviluppi e speranze per il futuro. Che la luce della Luna Splendente ci guidi lungo il nostro cammino.


Fino a presto,

Gratiadanza

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