mercoledì 14 agosto 2024

Estratto del Western Mail di Cardiff del 26 aprile 1922

Ritrovamento Sconcertante: La Scomparsa di Edith Whittaker Si Conclude in Un Drammatico Epilogo


*Cardiff - Una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso l'intera nazione ha finalmente trovato una conclusione tragica ma sorprendente. Edith Whittaker, la giovane figlia del rispettato consulente legale del dipartimento di Stato, Rogers Whittaker, è stata ritrovata viva dopo giorni di angoscia e disperazione. La sua scomparsa, avvenuta durante una tranquilla gita sulle sponde del fiume, si era tinta di tinte fosche quando il corpo senza vita del padre era stato rinvenuto sulle rive del fiume, orribilmente dilaniato da quello che gli esperti hanno descritto come un attacco di una bestia feroce.*


Nonostante gli intensi sforzi da parte delle forze dell'ordine locali e l'intervento dell'esercito di Sua Maestà, la giovane Edith sembrava essere svanita nel nulla, alimentando il timore che fosse caduta vittima della stessa sorte crudele del padre. Ma la storia ha preso una piega inaspettata grazie all'intervento di un gruppo di investigatori privati, la cui competenza e dedizione hanno portato alla luce un intreccio di misteri degno di un romanzo.


Ad annunciare il ritrovamento della ragazza è stato Lord Carl Cabot Walsingham IV, figura di spicco della nobiltà locale, il quale ha reso pubblico il suo ringraziamento verso i detective Aleister Manson e Don Davide Ricci, a capo dell'indagine. Questi intrepidi investigatori, sfidando ogni avversità, sono riusciti a scoprire che la giovane Edith non era stata vittima di un mero incidente, ma di un rapimento orchestrato dal misantropo Pelton Rafer, un possidente terriero noto per il suo carattere schivo e il suo rifiuto della società. Rafer, figlio di una famiglia di montanari di origini oscure, avrebbe rapito la ragazza per motivi che rimangono ancora avvolti nel mistero.


Durante la drammatica colluttazione per la liberazione di Edith, Pelton Rafer ha trovato la morte insieme a uno dei detective, il cui nome non è stato ancora reso noto. Il sacrificio di questo valoroso investigatore, tuttavia, non è stato vano, poiché ha permesso di restituire la giovane alla vita e alla speranza.


Lord Walsingham, in un ulteriore sviluppo che ha sorpreso molti, ha annunciato la sua intenzione di sposare Edith Whittaker. La giovane, che ha perso tutto in questa tragica vicenda, troverà così una nuova famiglia e, si spera, la serenità che merita dopo le orribili prove subite. "Siamo sinceramente innamorati", ha dichiarato Walsingham, aggiungendo che la sua priorità è ora garantire a Edith una vita di pace e protezione, lontano dagli orrori che hanno segnato questi giorni.


La comunità locale resta scossa dagli eventi, mentre si attendono ulteriori dettagli su questa intricata vicenda che ha visto convergere forze oscure e motivazioni insondabili, dimostrando ancora una volta che la realtà, a volte, supera di gran lunga la fantasia.

Diario di Don Matteo Ricci 25 aprile 1922

 Le tenebre sembrano avvolgere ogni cosa in questo remoto angolo del mondo, e la mia mente è oppressa da un senso di inquietudine che non riesco a dissipare. Abbiamo parlato con lo sceriffo locale, un uomo dall’aspetto stanco e segnato, convinto a far periziare quei maledetti dischi, di cui solo a sentirne il suono mi si raggela il sangue. Ci ha assegnato una scorta, l’agente Mathew, un uomo di poche parole, ma dal viso pallido e teso come un filo sul punto di spezzarsi.


Ci ha condotti in un tendone, dove il caos organizzato delle ricerche di Edith si manifestava in tutta la sua tragica inadeguatezza. Il coordinatore delle ricerche, con occhi spenti e voce monotona, ci ha riferito che non vi erano novità, e che l’indomani avrebbero ripreso a cercare. Ogni parola pronunciata da quell’uomo sembrava un chiodo che si conficcava nella mia anima, aumentando il peso della mia angoscia.


Charles, sempre pragmatico, ha chiesto quale fosse il miglior modo per raggiungere quelle impervie zone risalendo il fiume. La risposta ci ha condotti a scoprire che l’ultima spedizione si era diretta verso la sorgente, verso quella maledetta tenuta di Pelton, un luogo che già sapevamo essere intriso di oscuri presagi.


Abbiamo ripreso il cammino, muovendoci agilmente verso la sorgente, e lungo la via abbiamo incontrato i battitori. Uno di loro ci ha aggiornati, ma nessuna notizia, nessuna speranza. Solo il silenzio opprimente dei boschi circostanti. Infine, siamo giunti nei pressi della tenuta Pelton. Tutto lì è in rovina, un riflesso della desolazione che sento crescere dentro di me. Il sentiero conduceva a un cancello di legno marcio, e il muro di cinta, ormai quasi totalmente crollato, sembrava un simbolo della fragilità della nostra sanità mentale.


Abbiamo suonato il campanaccio, ma nessuno ha risposto. Un silenzio di tomba ci ha avvolto, pesante e soffocante.


Quella maledetta casa sembra nascondere segreti che non dovrebbero mai essere rivelati. Ci siamo fatti l’idea che in quel luogo fosse tenuto un “animale” di dimensioni mostruose, qualcosa di oltre 200 kg, ma l’idea che potesse chiudersi la porta dall’interno ha reso la teoria ancora più inquietante e assurda.


Tornando verso Mathew, le nostre orecchie hanno percepito suoni di una discussione animata. Mathew stava altercando con Pelton, che stringeva un fucile tra le mani. La tensione era palpabile, l’aria stessa sembrava elettrificata. In fretta, il gruppo è salito verso il passaggio, ma io sono rimasto indietro, un misto di paura e curiosità mi teneva inchiodato al suolo.


Il battibecco è divenuto sempre più animato, cercavamo di spingere Pelton e le sue figlie a rivelare ciò che sapevano, ma senza successo. Io e Mathew ci siamo diretti alla grotta, convinti che lì avremmo trovato qualche prova. Il buio sembrava quasi vivo, pulsante, come se fosse un’entità che ci osservava con malevolenza.


Charles ha cercato di calmare Pelton, cercando di far capire che non volevamo mettere nessuno in croce, ma solo far cessare quelle voci, quelle maledette voci. Una delle figlie si è calmata improvvisamente, ma la tensione nell’aria era ancora densa, quasi tangibile.


Mathew ha finalmente compreso che c’era qualcosa di stranamente sbagliato in tutta questa faccenda e ha suggerito di indirizzare le squadre di ricerca verso le gole, sperando di scoprire qualche indizio che ci potesse condurre alla verità. Ma quale verità? Il timore che ciò che avremmo trovato fosse peggio di ogni incubo cominciava a prendere piede in me.

Non so se troveremo mai pace. Charles è riuscito a calmare Pelton e le sue figlie, che si sono ritirati nella loro fatiscente dimora, intimandoci di lasciarli in pace. Mathew, sempre più convinto che qualche pescatore di frodo avesse usato la grotta come rifugio, sembrava non voler vedere oltre l’evidente, mentre io sentivo una crescente consapevolezza che qualcosa di molto più oscuro ci stava osservando.

Abbiamo passato la notte al centro di smistamento, facendo i turni di guardia. Il buio era totale, soffocante, e non appena la notte ha avvolto il mondo, Pelton e le sue figlie sono usciti di casa, dirigendosi verso i boschi. Senza fare rumore, li abbiamo seguiti, intrufolandoci nella loro casa. Era un luogo di miseria e decadenza, eppure vi era un baule da viaggio pieno di vestiti di ottima fattura, un contrasto stridente con il resto della casa.


Un’altra scoperta ha gettato una luce sinistra su tutto: una libreria colma di libri sulla licantropia, alcuni dei quali antichi trattati medievali. Ogni pagina che sfogliavo sembrava un passo verso la follia, e la paura cresceva dentro di me.


Ma la scoperta più inquietante è stata una mappa, con vari punti segnati e un nome scritto con mano tremante. Senza altra scelta, ci siamo incamminati nella direzione indicata, e presto abbiamo sentito le urla. Il gelo dell’orrore ci ha colpito quando abbiamo riconosciuto Edith, legata a un albero, e poco dopo siamo stati attaccati da un lupo mannaro di dimensioni sovrannaturali.


Durante lo scontro, Crumb ha trovato la morte, un sacrificio che sembrava segnato dal destino. Alla fine, con Pelton ucciso e le figlie fuggite, mi sono trovato solo con le mie paure, sapendo che questo era solo l’inizio di un incubo senza fine.

mercoledì 12 giugno 2024

Diario di Don Matteo Ricci 23 aprile 1922





23 aprile 1922


Ieri, al calar della sera, siamo giunti nella remota e desolata stazione di Clingot. I bagagli erano stati fortunatamente consegnati, e il dottore ci informò che i Whitaker erano noti per spostarsi in altri luoghi con individui altrettanto enigmatici. Durante il tragitto verso il villaggio, siamo stati avvicinati da due senzatetto che, con occhi vacui e disperati, chiedevano elemosina. Intravedendo un’opportunità, ho deciso di sfruttare la situazione per ottenere informazioni.


Arrivati alla piazza di Clingot, l’aria era greve di mistero. Mi sono diretto verso l’emporio, un edificio vetusto e male illuminato. Fuori dalla porta, abbiamo scambiato qualche parola con i passanti, ma i due individui non sapevano nulla di utile. Entrando nell’emporio per procurarmi del cibo, il proprietario ci disse che quei senzatetto erano veterani di guerra, consigliandoci di avere pazienza con loro. Ho dato loro del cibo, sperando di sciogliere le loro lingue, e ho chiesto notizie del lord. Mentre discutevamo, Jack, uno dei senzatetto, strappò il cibo dalle mani dell’altro e si allontanò. Tentammo di inseguirli, ma si dileguarono tra i vicoli oscuri, lasciandoci a bocca asciutta.


Crumb, sempre silenzioso e vigile, entrò nell’altro emporio e scambiò due parole con quella che sembrava essere il sindaco della cittadina. Questa figura ci raccontò del ritrovamento del lord e della continua ricerca della ragazza. Consigliò di non allontanarci fino al ritrovamento della “bestia”, temendo che potesse trattarsi di una creatura selvaggia.


Clive ci venne incontro con l’auto e ci indicò la via per la pensione. Sistemati i bagagli in quelle stanze anguste e impregnate di umidità, prendemmo un tè e uscimmo nuovamente. Dopo una discussione, ci recammo dallo sceriffo Amblin, che ci accolse con piena collaborazione. Ci fornì una mappa dettagliata delle zone già battute e ci informò che stavano risalendo il fiume, dove erano stati trovati il cadavere del lord e i resti del picnic. Indicò anche delle tracce di sangue, confermando il sospetto di un attacco da parte di bestie feroci. Ho chiesto di visionare gli effetti personali del lord: il cesto e il contenuto erano danneggiati, ma nessun animale sembrava averli toccati.


Tornati alla pensione, chiedemmo a Clive di portarci al fiume. Una volta arrivati, ci dividemmo per controllare la zona. Trovammo del sangue, ma il dottore notò che ce n’era troppo poco per giustificare un attacco letale. Le tracce portavano verso il fiume, e il dottore ipotizzò che fossero stati trascinati in acqua da una strana creatura. Discutemmo a lungo delle possibilità e decidemmo di esplorare le zone inaccessibili del fiume, situate più a monte rispetto al luogo del picnic.


Tornati alla pensione, notammo due ragazze sporche che tiravano sassi ai cani. Clive suonò il clacson e loro ci guardarono male prima di scappare fuori città. Le seguimmo fino a perderne le tracce nel bosco. Tornati alla pensione, ci lavammo rapidamente, sentendo l’urgenza di purificarci.


Sapevamo che Pelton aveva due figlie che aveva cresciuto da solo. Non riuscendo a convincere Matthew a bussare alla porta di Pelton, lo persuademmo a portarci al fiume vicino alla sua casa, in una zona impervia. Una volta arrivati, osservai l’orrido, un passaggio semi-naturale che sembrava un portale verso un altro mondo. Decidemmo di scendere, lasciando Matthew a fare da guardia. Ci legammo per sicurezza e percorrendo il passaggio trovammo una grotta. Crumb capì che il passaggio era usato regolarmente. La grotta proseguiva sotto il terreno di Pelton verso la casa. Dopo una risalita di qualche metro, trovammo un muro lavorato con una porta. All’interno c’erano tre giacigli e del cibo. Verificando gli scarti, capii che nessuno vi si recava da più di una settimana. La cosa più assurda era che la porta si chiudeva solo dall’interno e che porta e muri erano segnati da graffi profondi. Trovammo una ciocca di capelli femminili, escrementi, giacigli e un fuoco spento. Alcune macchie di sangue, ma nulla che facesse pensare a un omicidio. Ipotizzammo che lì venisse tenuto un “animale” di taglia enorme, più di 70 kg. Ma dato che la porta poteva essere chiusa solo dall’interno, la situazione appariva molto strana.


Tornando verso Matthew, sentimmo una discussione animata. Matthew stava discutendo con Pelton, che teneva un fucile in mano. Il gruppo salì velocemente per il passaggio, e io seguii poco dopo. Iniziò un battibecco animato durante il quale cercammo di far sbagliare Pelton e le sue figlie. La situazione si fece sempre più tesa. Accompagnai Matthew alla grotta, dicendo che lì c’erano delle prove. Charles fece capire a Pelton che il nostro obiettivo era far tacere le voci senza accusare nessuno. Una delle figlie si calmò improvvisamente. Convinsi Matthew che la questione era strana e meritava approfondimenti. Propose di indirizzare le squadre di ricerca verso le gole per trovare qualcosa. Charles riuscì a calmare Pelton, che con le figlie si ritirò in casa, intimandoci ancora una volta di andarcene. Matthew concluse che qualche pescatore di frodo potesse usare la grotta come rifugio e che una belva avesse trovato rifugio lì quando i pescatori non c’erano.


Siamo tornati a valle parlando dell’accaduto. Al centro di smistamento, ci consigliarono di tornare in paese per riorganizzarci e ripartire l’indomani. Ci siamo accampati per la notte e abbiamo fatto i turni di guardia. Appena calò il buio, Pelton e le figlie uscirono di casa e si diressero verso i boschi su per la montagna. Li seguimmo, intrufolandoci nella loro casa. La casa era lurida e palesemente abitata. L’unica cosa strana era un baule da viaggio ricolmo di vestiti di ottima fattura, decisamente in contrasto con i miseri abiti dei Pelton. C’erano svariati contrassegni di viaggi.


L’altra cosa interessante era una libreria piena di libri sulla licantropia. I libri spaziavano dalla medicina ai trattati medievali, fino alla biologia. Trovammo anche una mappa con vari punti segnati sopra, e uno di questi era chiaramente la direzione presa dai Pelton. Ci incamminammo nella loro direzione. Ad un certo punto, sentimmo delle urla di donna. Avvicinandoci, riconoscemmo Edith legata ad un albero. Charles corse verso di lei, ma i Pelton non si vedevano. Poco dopo, un enorme lupo mannaro ci attaccò. Andai a liberare la ragazza e trovai la doppietta di Pelton. Durante lo scontro, però, Crumb morì. Le figlie saltarono fuori e ci attaccarono. Una volta morto il padre, le ragazze fuggirono. Capimmo che il padre era andato in calore e aveva ucciso il lord per mettere incinta la ragazza. Lei verrà fatta abortire e sparirà dalla circolazione.


Ho recuperato alcuni libri prima di tornare in paese. I giornali locali iniziarono a parlare di noi, portandoci fama e guadagni. Ho trovato due libri, uno in inglese e uno in francese. Ho letto quello in inglese, che mi ha permesso di imparare un incantesimo. Quello in francese l’ho spedito a Pado per farlo tradurre. Ho inviato una lettera al Cardinale Bourne con tutto il resoconto, indicando che due delle figlie erano ancora vive e andavano cercate. Attraverso Aliston, siamo stati messi in contatto con un’associazione di studiosi alla quale appartenevano i suoi genitori. L’associazione si chiamava “Ramo d’Oro” e il loro obiettivo era la raccolta di reliquie. La sede dell’associazione si trova al porto di Savona, sotto la Torretta.

lunedì 3 giugno 2024

Diario di Don Matteo Ricci 23 gennaio 1922

23 gennaio 1922


Siamo stati convocati a Cardiff, nel palazzotto di una delle più antiche e nobili famiglie della regione: i Walsingham. Il capofamiglia, il Cavaliere Cabot Walsingham IV, è un uomo imponente, di corporatura massiccia e dall’aria perennemente preoccupata, forse dovuta a una leggera ipocondria che non lo abbandona mai.

All’arrivo, un valletto elegante ci accolse con modi raffinati, conducendoci in una sala arredata con gusto dove ci venne servita una colazione squisita. Mentre gustavamo il cibo, entrò Lord Walsingham in compagnia del Dottor Uthingam, un uomo dal portamento austero e dall'aria misteriosa.

Fu proprio il Dottor Uthingam a rompere il silenzio. Con un tono grave, ci spiegò che eravamo stati convocati per una questione di estrema delicatezza: la scomparsa di Lord Walsingham e

sua figlia. Il corpo del lord era stato ritrovato nelle acque gelide del fiume Taff, mentre della ragazza non c’era traccia. Lord Walsingham, vedovo per ben due volte, aveva avuto la figlia dal suo secondo matrimonio; anche la sua seconda moglie era morta di malattia, lasciandolo solo con la sua adorata figlia.

Il dottore ci informò che erano soliti trascorrere i fine settimana insieme, esplorando la zona di Clincot, dove possedevano una magione a Pontypridd. Tuttavia, sembrava che qualcosa fosse andato terribilmente storto. Dalle indagini preliminari, sembrava che fossero stati attaccati da lupi, ma il dottore non era convinto di questa teoria. Era certo che la ragazza si fosse persa sulle colline, e anche l’esercito era stato mobilitato per cercarla, senza però ottenere alcun risultato.

Le zone del fiume erano difficilmente accessibili e, se la ragazza fosse stata presa in ostaggio, nessuna richiesta di riscatto era stata avanzata. Ci mostrarono una foto della ragazza: indossava una camicia bianca, un maglione e una gonna blu, un cappello con fiori ricamati e stivali. Decidemmo di porre ulteriori domande, scoprendo che il lord era stato ritrovato quattro giorni dopo la scomparsa, lontano dal corpo.

Il dottor Uthingam aveva già esaminato il cadavere e ci spiegò che presentava segni di caduta ed ematomi. Il dottore, seppur scettico, ci accompagnò all'obitorio di Pontypridd. Durante il viaggio in treno, il valletto ci servì un rinfresco nel vagone di prima classe, permettendoci di rilassarci e conoscerci meglio.

Arrivati all’obitorio, il dottore si mostrò scontroso quando cercammo di approfondire le cause della morte. Notammo che il lord non era armato durante le sue escursioni, e in un periodo di forti tensioni sociali, poteva avere nemici tra le associazioni di lavoratori e popolani. Edith, la figlia del lord, aveva molti pretendenti, tra cui lo stesso Lord Walsingham.

Finalmente, arrivati alla stazione, ci accordammo con il valletto per una visita all’ospedale. Il dottore ci aiutò con le pratiche burocratiche e ci condusse all’obitorio. Il nostro esperto, il Dr. Charles, capì che il lord era stato ferito da bestie mentre era ancora vivo. Tuttavia, le ferite non sembravano causate da un lupo comune, ma piuttosto da una creatura di dimensioni enormi.

Al momento della partenza, avevano solo vestiti e un cesto da picnic.

Questi eventi mi hanno turbato profondamente. Il mistero si infittisce, e la mia fede mi impone di cercare la verità dietro a queste apparizioni e sparizioni. Con l’aiuto del Signore, spero di portare pace alle anime coinvolte e scoprire cosa si cela dietro questa oscura vicenda. Anche se facevamo parte tutti della stessa associazione, ammetto di non aver mai incontrato i miei compagni di avventura. Il Dr. Taylor mi è sembrato un uomo molto serio e chiuso, mentre Aleister Manson un giovanotto belloccio tutto muscoli e determinazione, come tutti i giovani della sua età. A darmi sicurezza è l'investigatore privato Harry Crumb, un uomo di poche parole ma dall'aspetto affidabile.

giovedì 30 maggio 2024

La Foglia d'Oro: Il Caso di Edith Walsingham



Uno dei più noti rappresentanti de “La Foglia d’Oro” è sicuramente Aleister Manson, venuto alla ribalta nei rotocalchi inglesi nel 1922 insieme al suo compagno di avventure Don Matteo Ricci, un prete italiano abilitato dalla Chiesa agli esorcismi.

Le prime menzioni di questo duo le troviamo nel caso che coinvolse Edith Walsingham. Edith, una giovane nobil donna gallese, la giovane risultava scomparsa mentre il padre era stato ritrovato morto in circostanze misteriose.Fu coinvolto anche l’esercito nelle ricerche della ragazza ma senza successo, fino all’arrivo degli uomini della Foglia d’ Oro…

Dr. William Hartmann

Diario di Aleister Manson martedì 21 novembre 1922

 



Il telefono squilla e, come al solito, nessuno risponde immediatamente. Il silenzio è interrotto solo da suoni indistinti e inquietanti, come se qualcuno stesse ascoltando dall'ombra. Finalmente, una voce cupa e distante si fa sentire.


"Associazione Foglia d'Oro, prego."


"Qui è Aleister Manson," rispondo, cercando di mantenere la calma. "Ho notizie urgenti riguardanti il Professor Smith. Il nostro carissimo amico è in grave pericolo. È stato ferito gravemente e una banda di fanatici turchi gli dà la caccia. La sua casa è stata distrutta. Le cose stanno precipitando rapidamente."


Dall'altra parte della linea, solo un silenzio assordante, interrotto di tanto in tanto da rumori inquietanti, come passi che riecheggiano in un lungo corridoio.


"Smith ci ha chiesto di recuperare i pezzi di una statua dai poteri perniciosi. Questa statua, se non distrutta, rappresenta una minaccia per il mondo intero. Non abbiamo scelta: dobbiamo partire immediatamente con l'Orient Express alla ricerca dei frammenti dell'artefatto. Ogni minuto è prezioso."


Un altro momento di silenzio, poi un breve click, e la linea si interrompe. Rimango a fissare il telefono per un istante, avvertendo un brivido lungo la schiena.


Chiudo la conversazione con un senso di urgenza e inquietudine. So che il viaggio che ci attende sarà pericoloso, ma non possiamo fallire. Il destino del mondo potrebbe dipendere da ciò che troveremo lungo le rotaie dell'Orient Express.

mercoledì 29 maggio 2024

Orrore sull'Orient Express Actual Play: Incit

Mi presento, sono il Dr. William Hartmann, storico e scettico per vocazione. Qualche settimana fa, durante una delle mie ricerche a Cardiff, mi sono imbattuto in un vecchio magazzino polveroso. Questo luogo, che all'apparenza sembrava abbandonato e insignificante, si è rivelato essere un vero e proprio archivio di testimonianze storiche straordinarie.


Il magazzino, secondo le mie ricerche, era l'antica sede di un gruppo di persone noto come "Foglia d'Oro". Tra le pareti di questo luogo dimenticato dal tempo, ho trovato una collezione di documenti incredibilmente dettagliati: lettere, diari, trascrizioni di telefonate e pagine di giornale. Ogni pezzo di carta raccontava frammenti di una storia affascinante e oscura, delineando un'attività straordinaria atta a difendere il mondo da calamità non del tutto definite e scientificamente improbabili.

Questi documenti, raccolti e archiviati con cura, raccontano di eventi accaduti tra il 1922 e il 1923. Le testimonianze sono dettagliate e, nonostante la mia inclinazione a dubitare del soprannaturale, non posso fare a meno di riconoscere la coerenza e la meticolosità con cui sono stati registrati questi eventi. Ogni lettera, ogni pagina di diario, sembra sussurrare storie di pericoli ultraterreni e di uomini e donne coraggiosi impegnati a contrastarli.

Tra i documenti, vi sono lettere scritte di pugno da Aleister Manson, il presunto leader della Foglia d'Oro, e diari dettagliati tenuti dai suoi compagni. Le trascrizioni di telefonate e le pagine di giornale offrono ulteriori dettagli su incontri misteriosi, indagini pericolose e scoperte inquietanti. Questi frammenti di storia dipingono un quadro di un'epoca tumultuosa e di una battaglia segreta contro forze oscure e incomprensibili.

Aleister Manson e i suoi compagni formavano il cuore della Foglia d'Oro, un'associazione segreta impegnata a proteggere il mondo da minacce ultraterrene. Ogni documento trovato nel magazzino di Cardiff sembra confermare che queste persone erano coinvolte in attività straordinarie, affrontando pericoli che la scienza moderna fatica a spiegare.

Nei prossimi post, mi limiterò a pubblicare i frammenti così come li ho trovati sforzando mi dare una sequenza cronologica dei fatti ivi descritti.

Lascerò ai lettori decidere se questi eventi corrispondono a verità o sono solo il prodotto della fantasia di un gruppo di persone che anche se ben intenzionate erano solo facilmente suggestionabili

Disclaimer

Cari lettori,

I prossimi articoli saranno ispirati alle sessioni di gioco della campagna "Orrore sull'Orient Express". Pertanto, anche se non direttamente, è possibile che vengano rivelati parecchi spoiler della campagna stessa. Vi preghiamo di fare attenzione se avete intenzione di giocare questa campagna. Tutti gli articoli riguardanti la campagna saranno intitolati con il nome del personaggio autore della missiva e la data della stessa, saranno taggati con #ActualPlay e #Cthulhu.

Tutte le avventure citate sono edite da Chaosium. Non vogliamo violare nessun copyright e sottolineiamo che il nostro blog è assolutamente senza scopo di lucro. Il nostro obiettivo è semplicemente documentare e condividere le nostre sessioni di gioco.

Grazie per la comprensione e buona lettura!