Il telefono squilla e, come al solito, nessuno risponde immediatamente. Il silenzio è interrotto solo da suoni indistinti e inquietanti, come se qualcuno stesse ascoltando dall'ombra. Finalmente, una voce cupa e distante si fa sentire.
"Associazione Foglia d'Oro, prego."
"Qui è Aleister Manson," rispondo, cercando di mantenere la calma. "Ho notizie urgenti riguardanti il Professor Smith. Il nostro carissimo amico è in grave pericolo. È stato ferito gravemente e una banda di fanatici turchi gli dà la caccia. La sua casa è stata distrutta. Le cose stanno precipitando rapidamente."
Dall'altra parte della linea, solo un silenzio assordante, interrotto di tanto in tanto da rumori inquietanti, come passi che riecheggiano in un lungo corridoio.
"Smith ci ha chiesto di recuperare i pezzi di una statua dai poteri perniciosi. Questa statua, se non distrutta, rappresenta una minaccia per il mondo intero. Non abbiamo scelta: dobbiamo partire immediatamente con l'Orient Express alla ricerca dei frammenti dell'artefatto. Ogni minuto è prezioso."
Un altro momento di silenzio, poi un breve click, e la linea si interrompe. Rimango a fissare il telefono per un istante, avvertendo un brivido lungo la schiena.
Chiudo la conversazione con un senso di urgenza e inquietudine. So che il viaggio che ci attende sarà pericoloso, ma non possiamo fallire. Il destino del mondo potrebbe dipendere da ciò che troveremo lungo le rotaie dell'Orient Express.

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