mercoledì 12 giugno 2024

Diario di Don Matteo Ricci 23 aprile 1922





23 aprile 1922


Ieri, al calar della sera, siamo giunti nella remota e desolata stazione di Clingot. I bagagli erano stati fortunatamente consegnati, e il dottore ci informò che i Whitaker erano noti per spostarsi in altri luoghi con individui altrettanto enigmatici. Durante il tragitto verso il villaggio, siamo stati avvicinati da due senzatetto che, con occhi vacui e disperati, chiedevano elemosina. Intravedendo un’opportunità, ho deciso di sfruttare la situazione per ottenere informazioni.


Arrivati alla piazza di Clingot, l’aria era greve di mistero. Mi sono diretto verso l’emporio, un edificio vetusto e male illuminato. Fuori dalla porta, abbiamo scambiato qualche parola con i passanti, ma i due individui non sapevano nulla di utile. Entrando nell’emporio per procurarmi del cibo, il proprietario ci disse che quei senzatetto erano veterani di guerra, consigliandoci di avere pazienza con loro. Ho dato loro del cibo, sperando di sciogliere le loro lingue, e ho chiesto notizie del lord. Mentre discutevamo, Jack, uno dei senzatetto, strappò il cibo dalle mani dell’altro e si allontanò. Tentammo di inseguirli, ma si dileguarono tra i vicoli oscuri, lasciandoci a bocca asciutta.


Crumb, sempre silenzioso e vigile, entrò nell’altro emporio e scambiò due parole con quella che sembrava essere il sindaco della cittadina. Questa figura ci raccontò del ritrovamento del lord e della continua ricerca della ragazza. Consigliò di non allontanarci fino al ritrovamento della “bestia”, temendo che potesse trattarsi di una creatura selvaggia.


Clive ci venne incontro con l’auto e ci indicò la via per la pensione. Sistemati i bagagli in quelle stanze anguste e impregnate di umidità, prendemmo un tè e uscimmo nuovamente. Dopo una discussione, ci recammo dallo sceriffo Amblin, che ci accolse con piena collaborazione. Ci fornì una mappa dettagliata delle zone già battute e ci informò che stavano risalendo il fiume, dove erano stati trovati il cadavere del lord e i resti del picnic. Indicò anche delle tracce di sangue, confermando il sospetto di un attacco da parte di bestie feroci. Ho chiesto di visionare gli effetti personali del lord: il cesto e il contenuto erano danneggiati, ma nessun animale sembrava averli toccati.


Tornati alla pensione, chiedemmo a Clive di portarci al fiume. Una volta arrivati, ci dividemmo per controllare la zona. Trovammo del sangue, ma il dottore notò che ce n’era troppo poco per giustificare un attacco letale. Le tracce portavano verso il fiume, e il dottore ipotizzò che fossero stati trascinati in acqua da una strana creatura. Discutemmo a lungo delle possibilità e decidemmo di esplorare le zone inaccessibili del fiume, situate più a monte rispetto al luogo del picnic.


Tornati alla pensione, notammo due ragazze sporche che tiravano sassi ai cani. Clive suonò il clacson e loro ci guardarono male prima di scappare fuori città. Le seguimmo fino a perderne le tracce nel bosco. Tornati alla pensione, ci lavammo rapidamente, sentendo l’urgenza di purificarci.


Sapevamo che Pelton aveva due figlie che aveva cresciuto da solo. Non riuscendo a convincere Matthew a bussare alla porta di Pelton, lo persuademmo a portarci al fiume vicino alla sua casa, in una zona impervia. Una volta arrivati, osservai l’orrido, un passaggio semi-naturale che sembrava un portale verso un altro mondo. Decidemmo di scendere, lasciando Matthew a fare da guardia. Ci legammo per sicurezza e percorrendo il passaggio trovammo una grotta. Crumb capì che il passaggio era usato regolarmente. La grotta proseguiva sotto il terreno di Pelton verso la casa. Dopo una risalita di qualche metro, trovammo un muro lavorato con una porta. All’interno c’erano tre giacigli e del cibo. Verificando gli scarti, capii che nessuno vi si recava da più di una settimana. La cosa più assurda era che la porta si chiudeva solo dall’interno e che porta e muri erano segnati da graffi profondi. Trovammo una ciocca di capelli femminili, escrementi, giacigli e un fuoco spento. Alcune macchie di sangue, ma nulla che facesse pensare a un omicidio. Ipotizzammo che lì venisse tenuto un “animale” di taglia enorme, più di 70 kg. Ma dato che la porta poteva essere chiusa solo dall’interno, la situazione appariva molto strana.


Tornando verso Matthew, sentimmo una discussione animata. Matthew stava discutendo con Pelton, che teneva un fucile in mano. Il gruppo salì velocemente per il passaggio, e io seguii poco dopo. Iniziò un battibecco animato durante il quale cercammo di far sbagliare Pelton e le sue figlie. La situazione si fece sempre più tesa. Accompagnai Matthew alla grotta, dicendo che lì c’erano delle prove. Charles fece capire a Pelton che il nostro obiettivo era far tacere le voci senza accusare nessuno. Una delle figlie si calmò improvvisamente. Convinsi Matthew che la questione era strana e meritava approfondimenti. Propose di indirizzare le squadre di ricerca verso le gole per trovare qualcosa. Charles riuscì a calmare Pelton, che con le figlie si ritirò in casa, intimandoci ancora una volta di andarcene. Matthew concluse che qualche pescatore di frodo potesse usare la grotta come rifugio e che una belva avesse trovato rifugio lì quando i pescatori non c’erano.


Siamo tornati a valle parlando dell’accaduto. Al centro di smistamento, ci consigliarono di tornare in paese per riorganizzarci e ripartire l’indomani. Ci siamo accampati per la notte e abbiamo fatto i turni di guardia. Appena calò il buio, Pelton e le figlie uscirono di casa e si diressero verso i boschi su per la montagna. Li seguimmo, intrufolandoci nella loro casa. La casa era lurida e palesemente abitata. L’unica cosa strana era un baule da viaggio ricolmo di vestiti di ottima fattura, decisamente in contrasto con i miseri abiti dei Pelton. C’erano svariati contrassegni di viaggi.


L’altra cosa interessante era una libreria piena di libri sulla licantropia. I libri spaziavano dalla medicina ai trattati medievali, fino alla biologia. Trovammo anche una mappa con vari punti segnati sopra, e uno di questi era chiaramente la direzione presa dai Pelton. Ci incamminammo nella loro direzione. Ad un certo punto, sentimmo delle urla di donna. Avvicinandoci, riconoscemmo Edith legata ad un albero. Charles corse verso di lei, ma i Pelton non si vedevano. Poco dopo, un enorme lupo mannaro ci attaccò. Andai a liberare la ragazza e trovai la doppietta di Pelton. Durante lo scontro, però, Crumb morì. Le figlie saltarono fuori e ci attaccarono. Una volta morto il padre, le ragazze fuggirono. Capimmo che il padre era andato in calore e aveva ucciso il lord per mettere incinta la ragazza. Lei verrà fatta abortire e sparirà dalla circolazione.


Ho recuperato alcuni libri prima di tornare in paese. I giornali locali iniziarono a parlare di noi, portandoci fama e guadagni. Ho trovato due libri, uno in inglese e uno in francese. Ho letto quello in inglese, che mi ha permesso di imparare un incantesimo. Quello in francese l’ho spedito a Pado per farlo tradurre. Ho inviato una lettera al Cardinale Bourne con tutto il resoconto, indicando che due delle figlie erano ancora vive e andavano cercate. Attraverso Aliston, siamo stati messi in contatto con un’associazione di studiosi alla quale appartenevano i suoi genitori. L’associazione si chiamava “Ramo d’Oro” e il loro obiettivo era la raccolta di reliquie. La sede dell’associazione si trova al porto di Savona, sotto la Torretta.

lunedì 3 giugno 2024

Diario di Don Matteo Ricci 23 gennaio 1922

23 gennaio 1922


Siamo stati convocati a Cardiff, nel palazzotto di una delle più antiche e nobili famiglie della regione: i Walsingham. Il capofamiglia, il Cavaliere Cabot Walsingham IV, è un uomo imponente, di corporatura massiccia e dall’aria perennemente preoccupata, forse dovuta a una leggera ipocondria che non lo abbandona mai.

All’arrivo, un valletto elegante ci accolse con modi raffinati, conducendoci in una sala arredata con gusto dove ci venne servita una colazione squisita. Mentre gustavamo il cibo, entrò Lord Walsingham in compagnia del Dottor Uthingam, un uomo dal portamento austero e dall'aria misteriosa.

Fu proprio il Dottor Uthingam a rompere il silenzio. Con un tono grave, ci spiegò che eravamo stati convocati per una questione di estrema delicatezza: la scomparsa di Lord Walsingham e

sua figlia. Il corpo del lord era stato ritrovato nelle acque gelide del fiume Taff, mentre della ragazza non c’era traccia. Lord Walsingham, vedovo per ben due volte, aveva avuto la figlia dal suo secondo matrimonio; anche la sua seconda moglie era morta di malattia, lasciandolo solo con la sua adorata figlia.

Il dottore ci informò che erano soliti trascorrere i fine settimana insieme, esplorando la zona di Clincot, dove possedevano una magione a Pontypridd. Tuttavia, sembrava che qualcosa fosse andato terribilmente storto. Dalle indagini preliminari, sembrava che fossero stati attaccati da lupi, ma il dottore non era convinto di questa teoria. Era certo che la ragazza si fosse persa sulle colline, e anche l’esercito era stato mobilitato per cercarla, senza però ottenere alcun risultato.

Le zone del fiume erano difficilmente accessibili e, se la ragazza fosse stata presa in ostaggio, nessuna richiesta di riscatto era stata avanzata. Ci mostrarono una foto della ragazza: indossava una camicia bianca, un maglione e una gonna blu, un cappello con fiori ricamati e stivali. Decidemmo di porre ulteriori domande, scoprendo che il lord era stato ritrovato quattro giorni dopo la scomparsa, lontano dal corpo.

Il dottor Uthingam aveva già esaminato il cadavere e ci spiegò che presentava segni di caduta ed ematomi. Il dottore, seppur scettico, ci accompagnò all'obitorio di Pontypridd. Durante il viaggio in treno, il valletto ci servì un rinfresco nel vagone di prima classe, permettendoci di rilassarci e conoscerci meglio.

Arrivati all’obitorio, il dottore si mostrò scontroso quando cercammo di approfondire le cause della morte. Notammo che il lord non era armato durante le sue escursioni, e in un periodo di forti tensioni sociali, poteva avere nemici tra le associazioni di lavoratori e popolani. Edith, la figlia del lord, aveva molti pretendenti, tra cui lo stesso Lord Walsingham.

Finalmente, arrivati alla stazione, ci accordammo con il valletto per una visita all’ospedale. Il dottore ci aiutò con le pratiche burocratiche e ci condusse all’obitorio. Il nostro esperto, il Dr. Charles, capì che il lord era stato ferito da bestie mentre era ancora vivo. Tuttavia, le ferite non sembravano causate da un lupo comune, ma piuttosto da una creatura di dimensioni enormi.

Al momento della partenza, avevano solo vestiti e un cesto da picnic.

Questi eventi mi hanno turbato profondamente. Il mistero si infittisce, e la mia fede mi impone di cercare la verità dietro a queste apparizioni e sparizioni. Con l’aiuto del Signore, spero di portare pace alle anime coinvolte e scoprire cosa si cela dietro questa oscura vicenda. Anche se facevamo parte tutti della stessa associazione, ammetto di non aver mai incontrato i miei compagni di avventura. Il Dr. Taylor mi è sembrato un uomo molto serio e chiuso, mentre Aleister Manson un giovanotto belloccio tutto muscoli e determinazione, come tutti i giovani della sua età. A darmi sicurezza è l'investigatore privato Harry Crumb, un uomo di poche parole ma dall'aspetto affidabile.